#GeneraliItalia sostiene l’arte.

La mostra-evento “Storia dell’Impressionismo. I grandi protagonisti da Monet a Renoir, da Van Gogh a Gauguin” è visitabile fino al 17 aprile 2017 a Treviso, nel Museo di Santa Caterina. L’iniziativa fa parte del progetto “Valore Cultura”, che promuove le migliori iniziative artistiche e culturali per lo sviluppo e la valorizzazione del nostro territorio.

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Perché è importante lo spread?

Lo spread indica il differenziale tra BTP E BUND tedeschi. Ma perché è così importante per valutare lo stato di salute del nostro paese?

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La definizione di questo indice, dunque, fa riferimento alla « differenza fra due tassi di interesse». Di tassi di interesse ce ne sono tanti: c’è quello che pagate sulla rata per il motorino, c’è quello che i vostri genitori pagano per il mutuo sulla casa, e ci sono i tassi che gli Stati pagano quando emettono titoli per finanziare i deficit di bilancio.
In questo caso, lo Spread si riferisce ai tassi sui titoli pubblici. A loro volta, di tassi sui titoli pubblici ce ne sono molti: ci sono i titoli a tre mesi, a un anno, a tre, cinque, dieci, venti, trent’anni… A quali di questi titoli ci riferiamo? Nella maggior parte dei casi lo spread è riferito ai titoli pubblici a 10 anni. Ma un momento: abbiamo detto che lo spread è la differenza fra due tassi. Uno è quello dei nostri titoli pubblici a 10 anni (si chiamano BTp, cioè Buoni del Tesoro poliennali): e l’altro?
Per avere lo spread bisogna essere in due
L’altro è il tasso dei titoli pubblici a 10 anni di un altro Paese. Lo spread di cui parliamo oggi è quello che prende come termine di confronto la Germania, i cui titoli pubblici a 10 anni si chiamano Bund. Ora siamo quasi arrivati: lo spread che occupa le pagine dei giornali è il divario BTp-Bund a 10 anni, cioè la differenza fra i due tassi. Nel momento in cui scrivo i tassi sui BTp a 10 anni sono al 5,49% e i tassi sui Bund a 10 anni sono a 1,78%. Facendo la sottrazione (5,49-1,78) concludiamo che lo spread è di 3,71 punti (5,49-1,78).
Paese A e Paese B – Scadenza A e Scadenza B
Fin qui abbiamo spiegato cos’è lo spread. Ora viene la parte più difficile: spiegare perché è così importante. Ma prima vorrei aggiungere qualcosa sullo spread. Così come c’è uno spread fra Italia e Germania ce ne può essere uno fra Italia e Spagna o fra Francia e Germania e così via. Inoltre, c’è anche lo “spread interno”: per esempio, fra i tassi dei BTp a 10 anni e quelli dei titoli a tre mesi (che si chiamano BoT, Buoni ordinari del Tesoro). Questo divario è di solito positivo, cioè i tassi “a lunga” sono più alti dei tassi “a breve”‘. Perché sono più alti?

Mettiamo che qualcuno vi chieda soldi a prestito e vi prometta di restituirli entro 3 mesi. Voi chiedete un tasso di interesse pari, mettiamo, al 5% l’anno. Ma se quel qualcuno vi propone di restituirli non fra tre mesi ma fra tre anni, che cosa rispondete? Il buon senso dice – e il buon senso ha ragione – che gli chiederete più del 5%, dato che vi separate dai vostri soldi per un periodo più lungo, e le separazioni dai soldi, come le separazioni dall’amata, fanno soffrire. Quindi è normale che i tassi lunghi siano più alti dei tassi brevi. Se mettiamo assieme su un grafico (guardate qui accanto) i tassi sui titoli pubblici italiani disposti lungo le diverse scadenze, dai tre mesi ai 30 anni, vediamo una curva che cresce: si chiama ‘curva dei rendimenti’.
Ma perché è così importante?
La digressione di prima è servita a ricordare che il tasso di interesse è più alto quando c’è pericolo che i soldi non vengano restituiti. Questo pericolo esiste quando il periodo del prestito è più lungo (non si sa mai quel che può succedere in dieci anni…), ma esiste anche quando si ha poca fiducia nel debitore. Ora, se c’è una differenza fra due titoli con la stessa scadenza, la ragione deve stare nella diversa fiducia che si nutre nel debitore. Insomma, i mercati domandano all’Italia di pagare un tasso di interesse più alto perché hanno più fiducia nella Germania rispetto all’Italia.
A questo punto, potrete chiedere: d’accordo, l’Italia paga più interessi della Germania, ma perché questa differenza è così importante? Risposta: per almeno tre ragioni. Questioni di fiducia e questioni di soldi
Prima ragione: se lo Stato spende di più per interessi e non dobbiamo aumentare il deficit vuol dire che dovremo ridurre altre spese o aumentare le imposte. Dato che la nostra economia già stenta a crescere, togliere soldi o servizi pubblici dai cittadini vuol dire spargere sale sulle ferite.
Seconda ragione: se lo Stato italiano paga più interessi dello Stato tedesco finisce che anche le imprese italiane pagheranno tassi più alti rispetto alle imprese tedesche. Quindi, le imprese italiane si trovano svantaggiate rispetto alle imprese tedesche.
Lo spread è un termometro
Terza ragione: se i risparmiatori – italiani e stranieri – che sottoscrivono i titoli pubblici italiani perdono fiducia nel debitore-Stato, le conseguenze possono essere terribili. Dato che noi abbiamo un grande debito pubblico e tanti titoli emessi in passato scadono ogni mese, per i risparmiatori è facile esprimere la loro sfiducia. Non è necessario sottoscrivere nuovi titoli: basta non rinnovare quelli che scadono. Se il mercato non rinnova i titoli lo Stato italiano fallisce, la fiducia di imprese e famiglie crolla, l’economia affonda e si scatena una crisi gravissima, con ripercussioni internazionali. Questa è la ragione per cui si guarda ansiosamente allo spread, come si guarderebbe al termometro di un paziente sotto osservazione.

Interessi e rendimenti a confronto
Solitamente i tassi di interesse salgono quanto più lungo è il periodo che corre prima che il titolo venga rimborsato. Talvolta può accadere che la tendenza sia contraria, cioè con tassi a breve più alti di quelli lunghi: questo succede quando la Banca centrale alza i tassi a breve perché l’economia cresce troppo rapidamente e minaccia di accendere l’inflazione.
Nei grafici, che rappresentano lo spread, vediamo spesso tre elementi: due curve che rappresentano i tassi sui titoli pubblici a 10 anni di Italia e Germania. Le barre sono lo spread, cioè la differenza fra i due tassi. Prima dell’avvento dell’euro la differenza era elevata perché in Italia c’era una inflazione più alta. Poi si è appiattita, salvo rifarsi viva pericolosamente negli ultimi tempi, in seguito alla crisi.

Fonte: Sole 24 ore – Fabrizio Galimberti

Spread Btp/Bund sotto 160 alla vigilia del meeting Bce.

Piazza Affari sale ancora in avvio, meglio delle altre borse europee (+0,65% Madrid, +0,85% Parigi e +0,49% Londra), con l’indice Ftse Mib in rialzo dell’1,22% a quota 17.975 punti con il presidente della Repubblica, Mattarella, che vuole una legge elettorale omogenea per Camera e Senato prima di indire le elezioni. Un segnale di come il capo dello Stato non ritenga opportune accelerazioni brusche verso nuove elezioni, richieste invece da molti partiti di opposizione e ventilate anche da Renzi.

borsa valori

Con il via libera della legge di Bilancio al Senato (il voto è previsto alle 14.30), ogni momento è buono perché il premier formalizzi le dimissioni. Possibili indicazioni sull’evoluzione del quadro politico dopo la sconfitta del governo al referendum di domenica potrebbero arrivare dalla direzione Pd attesa nel pomeriggio. Secondo quanto riferito da alcune fonti, gli esponenti del Pd ragionano sulla possibilità di un governo di responsabilità nazionale, più ampio della maggioranza uscente.

Alla vigilia della riunione Bce, che nelle attese del mercato annuncerà un prolungamento del Qe, lo spread Italia/Germania a 10 anni riparte da quota 157,9 punti base, dopo essere sceso ieri fino a 156 punti base, il minimo dall’11 novembre, e il tasso del 10 anni dall’1,95%, dopo aver toccato ieri il minimo dal 15 novembre all’1,90%. Secondo diversi operatori, gli investitori si starebbero riposizionando dopo le massicce vendite di carta italiana prima del referendum e in vista del meeting della Bce di giovedì.

Ricca l’attività sul primario a partire dalla Germania, che metterà a disposizione degli investitori 3 miliardi in titoli a due anni, per proseguire con l’asta spagnola (offerti 4-5 miliardi in titoli a sei e 12 mesi) e con il collocamento della Grecia (titoli a 13 e 26 settimane). Mentre ieri sera il Tesoro italiano ha annunciato che nell’asta del 12 dicembre offrirà 4,75 miliardi di Bot annuali a fronte dei 5,5 miliardi in scadenza. Proprio dalla Germania è arrivato stamani il dato sulla produzione industriale a ottobre che ha segnato un rimbalzo mensile dello 0,3% dopo il tonfo del -1,8% segnato a settembre. Gli economisti prospettavano per ottobre un incremento congiunturale dello 0,8%.

Strettamente legato alla soluzione della crisi di governo anche il destino di Banca Monte dei Paschi di Siena (+9,31% a 20,66 euro) il cui salvataggio, secondo quanto riferito da alcune fonti vicine alla situazione potrebbe passare attraverso una ricapitalizzazione precauzionale dello Stato per la quale sarebbe già pronto un decreto.

Secondo un’ipotesi sul tavolo, il Tesoro aumenterebbe la sua partecipazione rilevando dai titolari retail la quota dei subordinati in loro possesso per poi convertirla in azioni. Mentre non c’è nessuna richiesta da parte del ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, al fondo salva-Stati European stability mechanism (Esm) per un prestito da 15 miliardi di euro a sostegno di Banca Mps e del settore bancario italiano, come ha spiegato stamani un portavoce del ministero dell’Economia smentendo le ipotesi del quotidiano La Stampa che, citando “due fonti concordanti del Tesoro”, ha scritto di una richiesta all’Ue di 15 miliardi.

La vittoria del no nel referendum costituzionale ha accresciuto ulteriormente l’incertezza politica in Italia e potrebbe compromettere anche il piano di ricapitalizzazione di Unicredit (+3,08% a 2,34 euro), ha affermato Fitch in un report in cui ha tagliato l’outlook sul settore bancario italiano per il 2017 da stabile a negativo. Stando alle ultime indiscrezioni, il piano di Unicredit dovrebbe prevedere la cessione di un’ulteriore quota di FinecoBank (+0,90% a 5,025 euro) e, secondo Mf, l’accordo con Amundi su Pioneer potrebbe prevedere che Unicredit mantenga una quota del 10% nella società di risparmio gestito.

Mentre nell’incontro tra i consigli di Bpm (+1,61% a 0,3213 euro) e del Banco Popolare (+2,39% a 2,054 euro) è stato affrontato il tema sul recesso alla luce della decisione del consiglio di Stato di sospendere alcuni articoli della circolare di Bankitalia sulla trasformazione delle popolari in spa. Invece il progetto di Ubi (+1,06% a 2,286 euro) per l’acquisto di tre delle quattro good bank non verrà formalizzato in Bce il prossimo 8 dicembre. Per il via libera definitivo da parte della Vigilanza bisognerà probabilmente aspettare, se verrà siglato l’accordo tra le parti, i primi mesi del nuovo anno.

In spolvero anche Generali (+2% a 13,09 euro) perché, secondo alcune fonti di stampa, il ceo, Philippe Donnet, sarebbe in partenza per Monaco di Baviera per incontrare i vertici di Allianz e discutere della possibile cessione di Generali France. Operazione propedeutica a un matrimonio con Axa che potrebbe realizzarsi o attraverso un’ops del gruppo francese o mediante l’acquisto diretto delle quote in mano ai soci italiani.

E se Vivendi ha aumentato la sua quota in Telecom Italia (+1,81% a 0,73 euro) al 24,19% secondo un filing della Sec, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha bocciato per la seconda volta le tariffe presentate dal colosso tlc per l’offerta a consumo per la telefonia fissa. Debole, infine, A2a (-1% a 1,169 euro) con i vertici che la prossima settimana si recheranno in Montenegro per incontrare il nuovo governo guidato da Dusko Markovi e avere rassicurazioni sui patti parasociali che legano l’ex municipalizzata lombarda e lo Stato balcanico in Epcg. Tra i punti in discussione anche la possibilità dell’esercizio di un’opzione di vendita della quota di A2a per 250 milioni di euro al Montenegro.

 

Fonte: Milano Finanza – di Francesca Gerosa

La solidarietà: un bene per l’umanità!

Anche quest’anno, in vista del Santo Natale, l’ AIL scende in piazza nelle giornate 8-9-10-11 dicembre per la campagna “Stelle di Natale”. Un evento tanto atteso che darà la possibilità alla ricerca e soprattutto agli ammalati di avere una speranza in più nella lotta contro una malattia che diventa sempre più guaribile.
Non potevo non dedicare uno spazio ad una associazione come questa che mi sta tanto a cuore:-)

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Fonte: Teleradioerre, Piazzaaffarifoggia, AIL

Antonio Consulente Generali Italia Assicurazioni

Buongiorno cari lettori. Oggi nasce il mio primo blog che vi darà la possibilità di conoscere tutte le opportunità che l’azienda Generali Italia, di cui ne faccio parte, riserva ai propri clienti e a chiunque volesse conoscere il nostro mondo 🙂 Cercherò di rendere il blog meno formale possibile, perché, ritengo che l’affidabilità di un consulente non si trasmette con tante belle parole, con un “Lei” o un “Voi”, ma si trasmette attraverso un atteggiamento cordiale, rispettoso e soprattutto TRASPARENTE!!!

Sono convinto che una buona considerazione e stima si ottiene nel tempo attraverso una lavoro attento e determinato, fatto di tanti sacrifici.

In questo blog pubblicherò articoli che riguarderanno:

  • l’evoluzione dei mercati italiani ed esteri;
  • consigli su come investire al meglio i propri risparmi;
  • aggiornamenti sul fronte pensioni;
  • e tanto altro.

A questo punto vi chiederete: Ma di cosa ti occupi?

Io sono un consulente assicurativo ed il mio compito principale è quello di aiutare le persone a raggiungere i propri obiettivi con il minimo sforzo. Mi occupo di:

  • PREVIDENZA
  • RISPARMIO
  • INVESTIMENTO
  • TUTELA DELLA FAMIGLIA
  • TUTELA DEI BENI PATRIMONIALI

Il mio obiettivo è quello di rendere le persone felici senza sentirsi FREGATE!

Oggi è ancora alta la diffidenza dei risparmiatori nei confronti di chi propone soluzioni di risparmio o investimento. Sopratutto a seguito delle vicende di banca Etruria, Monte dei Paschi, Banco popolare di Bari, ecc è di circa 6 italiani su 10 il rapporto sulla diffidenza che si nutre nei confronti di tali istituti (Fonte: corriere.it). Con questo non sto dicendo che le poste o le assicurazioni siano migliori! sto soltanto dicendo che NON C’E’ COSA PIU’ BELLA DI ESSERE CHIARI E TRASPARENTI CON IL PROPRIO CLIENTE!!!

Incontro spesso gente che mi racconta di storie assurde di prodotti bancari, assicurativi o postali, che gli sono stati propinati senza dare tante spiegazioni, attraverso i quali hanno perso tanti soldi. Io, in prima persona, ho avuto l’esperienza di un investimento fatto alle poste circa 10 anni fa (ancora non lavoravo per Generali :-)); il prodotto si chiamava TRIPLA FORZA (misto azionario e obbligazionario – durata 7 anni). Per non dilungarmi, vi dico soltanto che al 3° anno potevo riprendermi il capitale con 1200 euro circa di interessi ed, invece, mi sono trovato a riscattare a scadenza MENO DEL CAPITALE VERSATO!!!

voi direte: COSA E’ SUCCESSO?

E’ successo che NON HO AVUTO UN CONSULENTE A DISPOSIZIONE CHE SEGUISSE IL MIO INVESTIMENTO!!!

Capite? Ho perso 1200 euro di guadagno dopo soli 3 anni!!!

Ovviamente capisco l’indignazione della gente, quando si vede sfumare i sacrifici di una vita.

Dopo questa breve storia, (NON VOGLIO DILUNGARMI ANCORA) vi lascio con un breve video che parla dell’importanza dei consulenti assicurativi per i risparmiatori e vi anticipo che pubblicherò degli articoli interessanti su come investire al meglio i propri risparmi!

Spero che possa essere un blog utile e che vi riempia di spunti.

Ciao a tutti e a presto, Antonio.